Rischio default in pochi anni…

A quale settore della nostra amministrazione statale pensate leggendo un titolo del genere?  No, mi spiace non è stato il ministro dell’istruzione a pronunciare queste parole al cospetto della commissione della Camera, ma il suo collega della Difesa che potete ascoltare dal video o leggere sinteticamente nei vari articoli di giornale.

Ora non voglio entrare nel merito delle percentuali di taglio alla difesa citate nell’articolo (che altri potranno verificare), ma vorrei far presente che affermare che

“La componente militare – aggiunge Mauro – che in base a trattati europei deve essere in grado di compiere missioni che includono l’uso della forza e i componenti militari, prevedendo la prontezza operativa, e avere equipaggiamenti moderni ed efficienti e dispiegamento veloce”.

va leggermente contro quanto previsto nella nostra Costituzione riguardo l’uso della forza nella risoluzione di controversie internazionali, vedi art. 11

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. (fonte: Governo.it)

mentre affermare

“Nessuno – afferma il ministro della Difesa – è in grado di prevedere dove e quando dispiegare lo strumento militare, ecco perché è necessario essere sempre pronti”. Per questo motivo “stiamo perseguendo un ammodernamento dello strumento militare”, ma “il continuo depauperamento delle risorse destinate alla difesa rende arduo perseguire quegli obiettivi…”

in un paese che è quasi alla canna del gas è pura provocazione.

Ma quello che più mi rode dentro è perché nessuno degli ultimi ministri progressisti (parola grande, concordo) dell’istruzione, settore che tutti citano come il volano del rilancio del paese, abbia mai sentito il bisogno di essere ascoltata in commissione per dichiarare che:

  1. Il MIUR dal 2008 ha contribuito al risanamento del bilancio statale con oltre 8 MLD di Euri ed un taglio del personale di oltre 140000 unità (incidentalmente persone)
  2. I fondi per il funzionamento che arrivano alle scuole sono ridicoli, tant’è che tutti gli anni a settembre leggiamo che manca persino la carta igienica, figuriamoci le strumentazioni per i laboratori o le attività integrative
  3. riforme “epocali” della scuola e dell’università, ma sempre a costo zero
  4. imponiamo una valutazione di sistema (prima) del personale (poi) senza investimenti in
  5. formazione dei docenti: fondamentale in qualsiasi sistema di istruzione, in Italia è praticamente inesistente da almeno un decennio in quanto non finanziata
  6. la scuola digitale, motore del rinnovamento del paese in tanti comunicati Miur, non può essere fatta senza una seria ricerca scientifica, valutazione delle sperimentazioni attivate, conclusioni scientifiche sulle stesse e comparazione con le ricerche effettuate in altri paesi più avanti di noi.
    E la scuola digitale richiede, ahimè, anche quella investimenti in tecnologie (leggi €) e, prima di quelli, investimenti sull’aggiornamento di docenti che ormai viaggiano verso una età media di 50 anni!  Altrimenti sono solo chiacchiere…

Si, abbiamo un Ministro che proviene dalla ricerca e dall’Università (anche il precedente però), chissà se prima dell’inizio del prossimo anno scolastico la sentiremo pronunciare una difesa della scuola pubblica e rivendicare le giuste risorse o almeno la fine dei tagli e del considerare l’istruzione pubblica come il bancomat del Tesoro….
😦

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