Beni comuni ed altra economia: si riparte?

Dopo la presentazione del decreto sulle nuove privatizzazioni dei servizi pubblici (esclusa l’acqua) in cui si cerca di ignorare che uno dei quesiti referendari ha escluso proprio la svendita a privati dei servizi e delle utility pubbliche, alcuni giuristi hanno indirizzato una lettera aperta al presidente della regione Puglia invitandolo ad impugnare di fronte alla Corte Costituzionale il nuovo decreto sulle privatizzazioni.

Dopo due giorni Vendola ha risposto alla lettera con una lunga missiva pubblicata su il Manifesto di oggi, raccogliendo l’invito

“Per questo mi ha emozionato la lettera che mi è stata indirizzata dalle colonne de il manifesto (31/8) da Alberto Lucarelli e Ugo Mattei.  Accolgo senza indugio l’invito che mi viene rivolto. Noi ricorreremo a qualunque sede di giustizia contro le infamie sociali e le abnormità costituzionali della manovra finanziaria, la terza in pochi mesi che la destra infligge al Paese. Lo faremo anche con l’ausilio della passione scientifica e civile di chi ci mette a disposizione il proprio gratuito patrocinio. Lo faremo perché la bellezza, la memoria, la cultura, la dignità non sono valori negoziabili: e non c’è futuro possibile né vita vera se non costruiremo su queste parole il senso, la forza e la moralità della politica.”

mettendosi a disposizione per presentare il ricorso come presidente regionale.

In questo paese ormai, vista la scarsa resistenza  opposta dalle opposizioni parlamentari e la loro carente sensibilità nei confronti del blocco sociale che dovrebbero rappresentare, la parola ed i fatti per opporsi legalmente e pacificamente alle leggi imposte al paese contro la volontà popolare tornano alle persone.

Iniziative come quella dei giuristi, lo sciopero del 6 settembre contro l’impianto ignobile della manovra di governo e l’attacco all’art.18 dello Statuto dei lavoratori,  la due giorni degli indignati “viola” in piazza S.Giovanni a Roma sono solo momenti iniziali di una lotta per difendere i beni comuni, le libertà sindacali e civili e pretendere la giustizia fiscale perché a pagare i guai del liberismo economico non siano sempre i soliti noti.

Se avete qualcosa da dire vediamoci in piazza!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in acqua, cultura, personale, segnalazioni, Società. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Beni comuni ed altra economia: si riparte?

  1. se davvero tutto questo schifo fosse servito a far ricordare al “popolo” che solo lui può difendere i suoi diritti, sarebbe valsa la pena sopportarlo … è che la storia non fa che riproporci lunghe e drammatiche amnesie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...