Elogio degli e-book

Sono un soddisfatto possessore di kindle dallo scorso novembre.

kindle con e-book

Da allora ho già archiviato circa 33 oggetti tra libri digitali (e-book),  articoli o documentazione tecnica (essenzialmente pdf convertiti, ma così evito di portarmi appresso pile di fotocopie).

L’oggetto è un vero toccasana per chi ha un inizio di presbiopia e da novembre ho letto almeno un libro a settimana con una assenza di fatica oculare che non ricordavo da molto tempo.

Ma la vera sorpresa l’ho avuta leggendo l’ultima fatica di Mauro Sandrini “Elogio degli e-book” acquistata online da circa un mese ma terminata di leggere solo l’altra sera.
Devo dire che nel frattempo avevo affrontato diverse letture sugli e-book, da “Editoria digitale” della Sechi a “La quarta rivoluzione” di Roncaglia passando per “il libro mio lo pubblico io” di Bianciardi-Baraghini ed un altro paio di testi che devo ancora iniziare.

Seguo il lavoro di Mauro nel settore dell’e-learning da oltre un anno ma devo ammettere che questo testo sugli e-book ha lasciato risuonare più di una corda in me. In particolare ho trovato interessante l’idea di reinventare i ruoli nel settore editoriale, accorciando la catena (filiera corta anche qui?) e lasciando sostanzialmente in campo editore (con ruoli da inventare però) autore e lettore. Ma non mi dilungo, critiche migliori le trovate direttamente sul blog del libro,  da prisquitaweblog,  da Antonio Fini, solo per citarne alcuni.

Quello che mi preme affrontare, anche alla luce della lettura dell’Elogio, è il potenziale dell’e-book in un suo eventuale uso didattico.  Ci sono usi evidenti, volti ad alleggerire il carico di libri sulle spalle dei ragazzi ed il costo per le famiglie dei testi scolastici, ma sono poco meno che ovvietà.
Il ruolo dell’e-book nel settore scolastico dovrà infatti far parte di quella reinvenzione dell’editoria scolastica, facendo entrare in gioco nella veste di autori i docenti e gli stessi studenti (penso al tutoring tra studenti di anni diversi, con la condivisione degli appunti ad esempio) ed in quella di editore la struttura scolastica, dove la biblioteca dovrebbe trasformarsi in un vero “centro di documentazione didattica”: produzione, conservazione e diffusione degli e-book  i nuovi obiettivi.

Ma la scuola pubblica, che per il nostro premier è piena di insegnanti che “inculcano” idee diverse da quelle che vorrebbero inculcare nei giovani le rispettive famiglie (col che si comprende quale profonda idea di cultura animi il nostro), sarà all’altezza di sfruttare il nuovo strumento, animandolo dal basso?

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