Informazione altra

Esiste anche un modo diverso di fare informazione ed aiutare le genti d’Abruzzo  rimaste coinvolte nel sisma, un modo che non si limita a funzionare da cassa di risonanza per le edulcorate dichiarazioni governative secondo cui andrebbe “tutto bene” e  “si, ci metteremo poco ad uscire dall’emergenza” che rimbalzano sui media tradizionali…

L’informazione critica e quella che fanno dal posto le persone coinvolte dal sisma e che hanno la capacità di mettersi a disposizione per far sapere veramente cosa succede e di cosa si ha bisogno è altrettanto necessaria.

Ne cito solo alcuni esempi:

Qualche domanda, insomma, dobbiamo iniziare a farla anche alle istituzioni che pare non abbiano intenzione di modificare i programmi di spesa statali (ad esempio ora il programma di riarmo dell’aeronautica militare da 14 miliardi di Euro non mi pare imprescindibile!) e che danno l’impressione di puntare tutto sulle donazioni degli italiani.

E anche il minimizzare le responsabilità di chi ha costruito ignorando i regolamenti antisismici (i vari “guardiamo avanti”) o ha sottovalutato  l’allarme delle innumerevole scosse precedenti quella del 6 notte non mi pare corretto.
Ne mi pare un buon segnale da dare a chi si accinge a ricostruire, se proprio vogliamo dirla tutta.

Vogliamo parlarne?

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