Cronaca di una giornata…

..senza energia elettrica.

Cosa accade in un istituto tecnico se una mattina di marzo, a causa del malfunzionamento di un semplice interruttore generale, ci si trova con i laboratori senza elettricità?

caricabatterie_manovellaCi si rende immediatamente conto di quanto ormai il nostro lavoro in laboratorio (diciamo di elettronica e di  sistemi automatici) sia legato all’utilizzo delle tecnologie informatiche e, di conseguenza, alla disponibilità di elettricità di cui le macchine non possono fare a meno.

Se  si ha la  fortuna di avere la classe in gita (e nessuna disposizione comandata) si apprezza con sorpresa il silenzio che improvvisamente regna nello spazio del laboratorio;  silenzio  ovviamente non dovuto solo all’assenza dei ragazzi (pur rumorosi di loro) ma allo spegnimento forzoso di tutte le apparecchiature elettriche ivi presenti (workstation, server, switch di rete…): non ci rende quasi più conto del livello di rumorosità abituale in cui siamo immersi.

E nel silenzio solitario  si apre uno spazio insolito per un lavoro di tipo diverso (già perchè in questa situazione non si va a casa prima, come penserebbero i seguaci del brunetta-pensiero sul docente-fannullone) nonchè per la constatazione brutale di quanto la nostra attività sia ormai fortemente dipendente dalle ICT e dalla rete internet.

La prima cosa che facciamo infatti (io e la collega di teoria) è approfittare dell’evento per pianificare una strategia di recupero in una quarta di 28 elementi con oltre il 50% della classe con lacune più o meno estese.
Approfittando dell’imprevisto tempo di “non impegno frontale” ci mettiamo a studiare il progetto di un piccolo laboratorio portatile per l’elettronica digitale da far realizzare ai ragazzi dividendo la classe in due gruppi: imparare facendo, lo chiamiamo da noi.  😉

Ed è qui che impattiamo con l’assenza della tecnologia, quando cerchiamo i fogli tecnici di alcuni circuiti integrati, cosa che abitualmente facciamo direttamente su internet accedendo ai cataloghi dei produttori, salvando i relativi pdf e pubblicandoli direttamente nella piattaforma di e-learning (che usiamo anche come archivio documentale online per i progetti, nella speranza che da casa ai ragazzi venga la fantasia di continuare il lavoro autonomamente) oltre che nella cartella documentazione del file server, riservata alla nostra classe quarta, accessibile dalla intranet d’istituto.

Ma i Pc sono spenti, internet inaccessibile….
nell’emergenza torniamo alla preistoria (per noi pre-1995) consultando i cataloghi cartacei dei componenti che ancora conserviamo come reliquie nell’apposito armadio documentazione (e che ovviamente i ragazzi non sanno neanche più consultare, abituati come sono ad usare la rete);  non possiamo però fare neanche fotocopie per pasticciarle se necessario… appuntiamo tutte le fasi del progetto sull’agenda (cartacea, noi migranti digitali ne teniamo ancora una nello zaino, non si sa mai) e rimandiamo a dopo pranzo ( a casa quindi, sempre pensando ai brunettiani che dubitiamo continuino a pensare al lavoro nel proprio tempo libero)

  • l’integrazione del progetto con la documentazione elettronica,
  • la ricerca di contenitori di plastica (tipo valigetta) su internet,
  • la quantificazione dei costi dei componenti necessari e
  • la preparazione della documentazione necessaria per proporre il progetto elettronico alla classe.

Tutte cose che richiedono la disponibilità di Pc e rete.

Non possiamo fare a meno di pensare, quasi con terrore, a quanto questa dipendenza dall’energia elettrica pervada il nostro modo di lavorare (e di vivere) ed a come la nostra società potrebbe reagire in caso di crisi energetica…

Un ultimo pensiero: oggi era programmata l’esercitazione anti-incendio.
Il responsabile della sicurezza, che coordinava le operazioni, ha avuto l’ingegno di usare la sirena di allarme dell’ascensore (uno dei pochi servizi che si sono salvati dal guasto) per avviare l’evacuazione delle classi… come ce la saremmo cavata in caso di concomitanza tra mancanza di energia elettrica ed incendio reale?

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