Piano programmatico scuola by Gelmini

O per essere precisi:

Schema di piano programmatico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze

di cui all’art. 64 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112
convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133

che rende giustizia dei ruoli effettivamente svolti dai due ministeri, uno a supporto dell’altro:

  1. effettuare il recupero crediti (3Monti),
  2. trovare pseudo giustificazioni pedagogiche (l’Avvocata).

Ma se su speculum maius fanno notare come si arrivi ad avere difficoltà a chiamare ancora scuole quelle che, dopo la contro-riforma, si vanno configurando  come dei banali “centri di erogazione del servizio”, il mio occhio da tecnico (nel senso di lavoratore presso gli ITIS) non può non cadere invece sui tagli previsti per questo settore scolastico.

Ignorando completamente i suggerimenti di Confindustria (che chiede più tecnici, segnalandone la forte carenza nei settori industriali) il nostro ministro-avvocato prospetta una riduzione di quattro ore secche dell’orario settimanale specificando che sono comprensive di attività laboratoriali (la parte qualificante di un indirizzo tecnico rispetto ad uno scientifico, liscio o tecnologico che dir si voglia).

Di più, per essere sicura di farsi ben comprendere, specifica (a pag.9) che

Apposito intervento dovrà riguardare la figura del docente tecnico-pratico presente negli istituti di secondo grado, riducendo di almeno il 30%, rispetto a quelle previste dagli ordinamenti vigenti, le compresenze con il titolare della cattedra e la contemporanea revisione delle relative funzioni e di quelle dell’assistente tecnico, con l’obiettivo prioritario di assicurare la massima efficienza ed efficacia dell’attività didattica e in laboratorio.”

e ribadisce più avanti, a pag.12

superamento delle attività di co-docenza e contenimento delle attività in compresenza tra docenti di teoria e insegnanti tecnico-pratici di laboratorio;

con buona pace di Confindustria (1), del sistema industriale nazionale e, probabilmente, di qualche decina di migliaia di I.T.P. (Insegnanti Tecnico Pratici, la dizione corretta!) e delle loro professionalità.
Sempre per non parlare delle vite e delle famiglie di tutti costoro, che in fondo mica lavorano per Alitalia, compagnia di bandiera (?!?), ma per un MPI qualsiasi.   😦

E’ un discorso lungo questo, però visto che ci siamo mi si dovrebbe spiegare questa cosa dello sdegno nazionale e relativa campagna stampa per i due-tre-cinquemila esuberi del settore aereo (per carità, un lavoratore espulso dal mercato avrà sempre tutta la mia comprensione, almeno finchè con lo stipendio di un AD ci si potrebbero pagare qualche centinaio di stipendi base!) quasi che i 132.000 esuberi del settore scuola previsti dal piano in questione (pag.14, leggere per credere) siano tutti virtuali e non persone fisiche come pure i lavoratori Alitalia.

Però questa tabella sui giornali non mi pare avere lo stesso spazio o suscitare le stesse forti  reazioni di sdegno

Eppure anche queste sono persone, compresi i precari su cui l’amministrazione ha contato negli ultimi decenni per governare, in economia, un settore  in espansione.

Perchè non dimentichiamoci che un precario, anche nella scuola, costa meno di un docente “a tempo indeterminato” ma ha gli stessi doveri e molti meno diritti contrattuali.

Ma forse è proprio questo il punto, la precarizzazione del lavoro in funzione dell’economia del sistema.

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5 risposte a Piano programmatico scuola by Gelmini

  1. Maria Grazia ha detto:

    Anche il mio occhio è caduto sui tagli (perché leggere il piano altrimenti?) ma il linguaggio non è mai neutro. Bisogna stare sempre attenti a come ci si riferisce alle cose e, ancor più, alle istituzioni: rivela sempre l’idea che si vuole “sdoganare” … 😉

  2. Pingback: Cresce la protesta nella scuola « Ein-ForTIC

  3. Melanie Segal ha detto:

    Ciao Marco,
    mi sono appena accorta che hai traslocato, come vedi sono un po’ lenta, ma ti seguo sempre con attenzione 😉
    Venerdì ero a Roma per la manifestazione … se qualcosa nn cambia noi precari siamo già stati eliminati (parole dei sindacati!!!!!) io tornerò a manifestare il 30 … poi probabilmente nn mi rimane che emigrare 😦

  4. marcop60 ha detto:

    Ciao Mel, è un piacere ri-leggerti!
    Non preoccuparti per la lentezza, l’importante è non perdersi di vista nel mare della rete.
    Credo che se non riusciamo ad “agitare” almeno il 30% delle scuole sarà difficile smuovere qualcosa. 😦

  5. Pingback: Ed ora tocca alle scuole superiori… « Ein-ForTIC

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