Un caldo anno scolastico?

Domani e dopodomani si riaprono le scuole nel Lazio e, dopo la novità del maestro unico, sembra sia in lavorazione un ulteriore taglio anche per le superiori, istituti tecnici in testa.

Mentre 3Monti ammette candidamente che è tutto un problema economico, per rientrare delle spese (vorrei solo far presente al ministro che tre maestri su due classi, economicamente parlando, fanno 1.5 maestri per classe non tre!), la nostra ministra continua ad ammantarsi di parateorie didattico/pedagogiche intorno al maestro unico punto di riferimento  per i bimbi (come se due genitori non bastassero come riferimenti ai nostri pargoli).

Vorrei solo citare alcune parole sul “modulo” di una maestra che ha vissuto tutta la storia delle elementari

A questo punto il tempo breve 8.30 – 12.30, maestrocentrico, andava modificato, si è così costituito il modulo, con orario di 27/30 ore settimanali per alunni, con tre insegnanti che ruotassero su due classi, formanti un team e la suddivisione delle discipline in tre aree, linguistica, matematico – scientifica, antropologica, allo scopo di proporre un’offerta formativa ricca e un progetto d’istituto, il P.O.F., a cui i progetti di team dovessero fare riferimento. Una scuola progettata e non improvvisata. Si è poi aggiunto l’insegnamento della lingua straniera e dell’informatica. Tutto ciò ha reso la scuola elementare statale l’ordine d’istruzione più efficiente nel nostro paese. E’ la quarta migliore scuola d’Europa e la sesta nel mondo.

La vogliamo distruggere? Vogliamo togliere ai nostri figli l’opportunità di cominciare bene ed essere al passo con una società sempre più complessa e selettiva?

L’Italia non avrà più un futuro, ma solo un tragico ritorno al passato: recessione in tutti i settori del nostro paese.

La maestra Paola di Via Balzani

Roma, 13 Settembre 2008

Intanto si ipotizzano riduzioni di orario per gli istituti tecnici, mettendo di nuovo in forte pericolo la stabilità delle iscrizioni così come successe anche quando la Moratti presentò la sua riforma di licealizzazione delle superiori.
Ovviamente non vorrei far notare che proprio nella formazione di tecnici siamo carenti (nel senso che mancano) e mi esimerò dal suggerire al leghista Bossi che, siccome di tecnici in un paese c’è comunque bisogno, magari li importeremo dall’India (dove ne hanno in eccesso di ottimi) con buona pace del suo caro popolo padano di padania.

Mi fermo qui, in attesa di ulteriori notizie tanto avrete già capito come la penso.

Ne approfitto solo per segnalare alcuni siti di coordinamento per la difesa della scuola pubblica:

Ho idea che l’autunno si prospetti molto caldo…

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