Luglio 21, 2009
NO!
Occupa troppo spazio.
L’articolo, su Repubblica di oggi, cita come firmatari della mozione presentata al Senato due nomi illustri della ricerca scientifica nonché noti esperti di energia: Gasparri e Quagliariello.
La comparazione avviene ovviamente con il nucleare ed al termine delle due cartelle della relazione si conclude con la richiesta di taglio dei fondi alla ricerca sul solare a concentrazione perché… occuperebbe troppo spazio!
Questa gente non sa più dov’è il ridicolo, ma il problema più grande è che operano delle scelte che ci taglieranno fuori dalla ricerca e da un mercato (economico e dell’energia) potenzialmente in espansione su cui si sono già attivati (casualmente?) i tedeschi ed i francesi, per fare due nomi a caso.
Per non parlare della possibile autonomia energetica, visto che il sole è ancora una “stella libera”!
E questo proprio la settimana dopo che su tutti i giornali si è parlato del progetto Desertec, e che grosse aziende come Siemens investono in aziende italiane attive nel settore; come giustamente fa notare Silvestrini, il solare termodinamico è ancora un mercato aperto:
“Al contrario del fotovoltaico, «nel termodinamico non esiste ancora un’industria consolidata », spiega Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto club, l’associazione di imprese ed enti a favore del protocollo per la riduzione dei gas serra: «Gli apripista sono stati gli israeliani, seguiti dagli Usa e dalla Spagna. Ma oggi siamo ancora ai nastri di partenza: l’Italia può facilmente unirsi».”
E pochi giorni dopo un convegno del Kyoto Club (16 luglio) proprio sul solare termodinamico, di cui trovate tutta la documentazione ed i video a disposizione, per chi vuole ancora usare la propria testa per documentarsi e comprendere.
Il tutto senza tener conto, ovviamente, delle notizie non proprio allegre che arrivano dal fronte nucleare, che i nostri condottieri al governo hanno appena deciso di riproporci come panacea di tutti i mali:
- Canada, triplicati i costi del nucleare,
- Francia, centrali a forza 2/3 per il caldo
- ricerca Eurispes sui costi del nucleare
Senza contare i problemi di autoritarismo e di militarizzazione del territorio quando si annuncia l’esercito per gestire costruzione (scavalcando le autonomie locali) e difesa delle nuove centrali nucleari (queste “imposizioni” a dire il vero, frutto avvelenato anche dell’ultimo governo Prodi).
Ed il particolare, evidentemente trascurabile, che gli italiani hanno detto no al referendum sul nucleare nel 1987: alla faccia della democrazia.
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Pubblicato da marcop60
Luglio 19, 2009
Leggo dal blog di Anna Fici dell’ultima campagna promossa da Carlo Gubitosa, animatore di PeaceLink ed autore tra le altre cose di Elogio della pirateria, per un’informazione pulita:
un’iniziativa a cui credo sia indispensabile aderire, proprio per il clima in cui si muove l’informazione oggi, per come non esista informazione indipendente se certe notizie, per esempio, dobbiamo saperle ora da un blog, non da un giornale o tantomeno dalle reti del servizio pubblico.
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Pubblicato da marcop60
Luglio 14, 2009
Se passeranno le norme previste nel decreto Alfano post come quello qui sotto saranno difficili da trovare in rete.
Per quanto nel post in questione non sia mai citata esplicitamente l’azienda (l’autocensura basterà?) e si faccia riferimento ad articoli pubblicati su altri spazi in rete (assenza di responsabilità diretta sulla notizia) questo renderebbe solo più difficile l’individuazione automatica dell’oggetto di informazione critica immettendo il nome dell’azienda in questione nei motori di ricerca, ma non sottrarrebbe l’articolo ed il blogger dalle richieste di rettifica (con corollario di sanzioni pecuniarie).
Risultato?
Di certe notizie non si avrebbe più traccia in rete, e siccome sulla stampa tradizionale non troverebbero spazio (o sarebbero confinate in un trafiletto a pag 15), certe notizie non esisterebbero più.
Con buona pace dell’informazione e della democrazia.
Per contrastare tutto questo ci si vede comunque a Piazza Navona, alle 19 di oggi… magari senza bavaglio.
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Pubblicato da marcop60
Luglio 12, 2009
..Tafazzi?
Ricordate quel personaggio che si martellava “i cosidetti” con strumenti diversi vero?
Ebbene, pare che in una società del settore telefonico il gestore delle “risorse umane” abbia inviato una contestazione disciplinare ad un lavoratore che dopo aver ricevuto un pacco, indietreggiando, inciampava in un gradino provocandosi (provocandosi!) un grave infortunio per suo incauto comportamento.
La notizia la trovate qui, qui ed il commento di ByBlu non si può non condividere.
La notizia di infortuni sul lavoro tra l’altro non è isolata e mette in evidenza comportamenti delle aziende per cui la sicurezza è, in genere, l’ultimo dei problemi ed il primo dei costi da abbattere:
Solo per citarne alcuni trovati semplicemente cercando “infortuni in ….” su google, sostituendo ai puntini il nome di una qualsiasi azienda.
Tutto questo, sembra, sarà sempre più prassi grazie alle modifiche introdotte al decreto sicurezza che depotenzia le norme a disposizione dei lavoratori per far rispettare alle aziende la sicurezza sul lavoro e deresponsabilizza le aziende in tale settore.
Dopo tanto parlare di sicurezza i fatti parlano da soli.
Resta da vedere se il Presidente della Repubblica firmerà un simile decreto dopo essersi tanto esposto a favore della sicurezza sul lavoro.
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Pubblicato da marcop60
Luglio 5, 2009
Dopo il decreto Alfano, che contiene l’ormai famoso bavaglio alle intercettazioni telefoniche e di passaggio pure quello alla libertà d’informazione in internet nelle vesti di un semplice ed impossibile diritto di rettifica, si mobilita la rete con petizioni e proposte di “silenzio in rete” per il 14 di luglio.
Su quest’ultima iniziativa dell’alzare la voce stando in… silenzio, mi spiace ma la penso come Sergio Maistrello: troppo spesso in rete corriamo dietro alle iniziative di governo e parlamento, tentando di metterci una pezza a posteriori.
Concordo con Sergio che “la parte abitata della rete” dovrebbe smetterla di rincorrere il decreto di turno e passare alla fase propositiva, se vogliamo che la rete resti uno spazio libero in grado di svolgere il ruolo di motore del progresso sociale, spazio di socialità, cultura e condivisione.
Non lasciamola svilire fino a ricondurla ad una… Tv2.
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Pubblicato da marcop60
Luglio 2, 2009
Disponibile il numero 62 di Form@re, i quaderni online curati da Antonio Calvani, dedicato a: Divenire digitali: riflessioni ed esperienze sul mutamento antropologico in atto.
Il numero in questione è curato da Maria Grazia, frizzante autrice di Speculum Maius.
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Pubblicato da marcop60