Riordino istruzione tecnica e professionale

Maggio 28, 2009

Pare che questa volta sia ufficiale, con tanto di comunicato stampa.

Per la documentazione però bisogna ancora rivolgersi altrove.

Curiosamente nel comunicato si legge:

“Più ore di laboratorio
I
l Regolamento prevede, inoltre, lo sviluppo di metodologie innovative basate sulla didattica laboratoriale, ovvero su una metodologia che considera il laboratorio un modo efficace di fare scuola in tutti gli ambiti disciplinari, compresi gli insegnamenti di cultura generale (per esempio. Italiano e storia).

Gli indirizzi del settore tecnologico hanno inoltre i seguenti spazi di insegnamento in laboratorio:

264 ore nel biennio;
891 ore nel triennio di cui 561 ore in terza e quarta e 330 ore in quinta.”

Evidentemente la matematica deve essere diventata un optional, (insieme all’informatica, vedere verbali esami 2009 senza conchiglia) visto che a fronte delle sbandierate 891 ore di laboratorio post riforma nei quadri orari attuali ne risultano 990!

Cioè più ore di laboratorio post riforma = -10% delle  ore di laboratorio attuali

Resto basito!


Nobel 2009 per la pace…

Maggio 14, 2009

Si, è vero che lo hanno dato pure a  Kissinger (1973, fortemente contestato allora come ora) ma l’idea che qualcuno abbia messo su un comitato per sponsorizzare  la candidatura del nostro premier a Nobel per la pace  e che ne indichi anche i meriti

Un uomo che ha saputo coniugare, con la sua vita, le sue opere ed azioni, il pensiero liberale di Milton Friedman, l´umanesimo economico di Wilhelm Röepke, l´aspirazione di Muhammad Yunus a creare un sistema capitalista inclusivo e non esclusivo

fa veramente ridere.

Ora c’è solo da sperare che non raccolgano firme tra i deputati “dell’opposizione”, come si propongono di fare:

<< Mentre il 26 maggio prossimo, davanti a palazzo Chigi o in Piazza del Popolo (la “location” è ancora da stabilire), partirà la campagna di adesione all’iniziativa. Intanto però, entro la fine di questa settimana “sarà spedita una lettera a tutti i parlamentari di maggioranza e opposizione, a tutti i candidati alle prossime europee ed ai consiglieri regionali e provinciali del Lazio e ai consiglieri capitolini”. >>
[Fonte: blog di Panorama].

E no,  non ve lo linko il sito del comitato:  cercatevelo da soli.

Vi evidenzio invece il commento satirico di Albo, nell’apprendere la notizia:

albo-berlusconi


Italia multietnica…

Maggio 11, 2009

Ah, cosa significa non conoscere la storia!
Quanti errori e dolori…

Il premier dichiara il suo personale  “No all’Italia multietnica“  in difesa delle intollerabili posizioni del nostro ministro dell’interno (cosa ne pensano i marinai?) che ordina il rimpatrio dei migranti provenienti dalla Libia.

Peccato che l’Italia sia multietnica da secoli, come ben raccontano pure gli Almamegretta in un loro vecchio album:

Annibale grande generale nero attraversasti le alpi e ne uscisti tutto intero a quei tempi gli europei non riuscivano a passarle neanche a piedi ma tu Annibale grande generale nero tu le passasti con un mare di elefanti lo sapete quanto sono grandi grossi e lenti gli elefanti?  Eppure Annibale gli fece attraversare le alpi con novantamila uomini africani Annibale sconfisse i romani restò in Italia da padrone per quindici o vent’anni ecco perché molti italiani hanno la pelle scura ecco perché molti italiani hanno i capelli scuri ecco perché molti italiani hanno gli occhi scuri un po’ di sangue di Annibale  è  rimasto a tutti quanti nelle vene nessuno può dirmi stai dicendo una menzogna se conosci la tua storia sai da dove viene il colore del sangue che ti scorre nelle vene durante la guerra pochi afroamericani riempirono l’europa di bambini neri cosa credete potessero mai fare in venti anni di dominio militare novantamila africani in Italia meridionale?
ecco perché noi siamo figli di Annibale noi siamo tutti quanti figli di Annibale la pelle scura capelli neri con gli occhi scuri meridionali sangue mediterraneo sangue di africa  africa  africa….

E peccato anche che questa gente, che sempre più spesso fugge da dittature e torture, una volta arrivata in Italia contribuisca non poco a tirar su il mitico (per il governo si intende) PIL, spesso facendo lavori che nessuno dei nostri giovani vuole più fare.

Avrei un consiglio, spassionato, per i nostri eroi padani:  mandateci i vostri figli in fabbrica, o in quei posti di lavoro che verrebbero a “rubare” alle italiche genti.
Fate assistere i vostri anziani da quei  giovani virgulti padani che vorreste impegnati nelle ronde stradali o sui mezzi pubblici, in difesa di un fantomatico orgoglio nazionale che ha un solo nome: razzismo.

E un cognome: stupidità.
Perché sapete benissimo che senza questa gente (che in maggioranza viene qui per lavorare e sopravvivere, non per delinquere) la nostra economia andrebbe a rotoli.


Playing for change

Maggio 10, 2009

playing4change_150x150Via MaestroAlberto apprendo dell’esistenza del progetto “Playing for chance

Playing for Change is a multimedia movement created to inspire, connect, and bring peace to the world through music.”

Musica per la pace insomma…

Date uno sguardo ai vari video  musicali sviluppati nell’ambito del progetto stesso, a volte con la partecipazione di personaggi quali  Bono degli U2.

Il progetto dispone ovviamente di un suo blog;  è possibile supportarlo acquistando il cd suonato ai quattro angoli del mondo da artisti vari, come potete ben vedere nello splendido video sotto:

Fatevi avanti!


I cento passi, ancora

Maggio 9, 2009

Del film di Giordana rimane impressa, come uno sparo nella notte, la scena dei cento passi

ma trenta anni dopo l’omicidio di Peppino Impastato quello che ferisce ancora la memoria è il silenzio dei media sulla vicenda, facilitato allora anche dagli eventi del rapimento Moro da parte delle BR.

Come evidenzia nel suo editoriale su AgoraVox Francesco Piccinini:

Peppino Impastato aveva trent’anni quando è morto perché faceva informazione. Peppino Impastato è morto nel silenzio dei giornali dell’epoca, coperto dal rumore di un omicidio eccellente: quello di Aldo Moro. Oggi diremmo nel silenzio dei media “mainstream”.

Ogni 9 Maggio l’informazione italiana dovrebbe guardarsi e pensare a Peppino. Pensare a tutti quei giornalisti e non che hanno dato la vita per fare quello in cui credevano. Fermarsi, come non si fa mai, e guardarsi. Guardare i propri legacci, le proprie agenda setting, i propri errori. Guardare i fili sottili che tengono attaccato il nostro paese in una lacerante immobilità.

il 9 maggio dovrebbe essere dedicato alla libera informazione.  Se ne sente tanto bisogno oggi,  soprattutto qui in Italia.

Per chi volesse saperne di più sulla vicenda umana e politica di Peppino,  in particolare sul suo impegno nella radio, consiglio il libro  “Notiziari di Radio Aut” – Edizioni Alegre.

Aut in latino è: oppure. Non è la pronuncia della parola inglese out,  fuori,  ma l’opposizione dell’oppure, di un’alternativa alla informazione falsa e reticente
[dalla prefazione di Erri De Luca]

Una estesa bibliografia è disponibile  sul sito ufficiale.

E’ anche possibile risentire la sua voce nelle trasmissioni registrate di Radio AUT.