E-Learning@AQ

Aprile 29, 2009

In qualche modo un tentativo di ritorno alla normalità… non sarà lo stesso che avere facoltà in real-life, ma è almeno indice della volontà di ricominciare:  è online la piattaforma univAQ per la didattica!

In bocca al lupo ai docenti e agli studenti di UnivAQ.


H1N1, influenza suina

Aprile 28, 2009

Qui nel Lazio pare siano saliti a 14 i casi sotto controllo, ma le risorse del web 2.0 si mobilitano per tentare di tenere il conto dei casi segnalati.


View Larger Map

La mappa è gestita dal niman Biomedical Research from Pittsburgh, PA USA, quindi dovrebbe godere di una certa attendibilità.

A dire il vero c’è anche chi  crede che sia l’ennesimo virus da attribuire all’intervento (o al non intervento, dipende dai punti di vista) dell’uomo.

Qui informazioni tecnico-sanitarie.


Caro candidato…

Aprile 26, 2009

Apprendo da un articolo di  Arturo Di Corinto su  Punto-Informatico della campagna “Caro candidato”

vota per il software libero! (banner)

per impegnare  i candidati alle prossime europee ad occuparsi di software libero e libertà digitali.

Convengo che in un periodo in cui vorremmo sentirci dire qualcosa di sinistra, almeno a livello europeo, non sia proprio il massimo ma almeno servirà a contenere le bordate protezioniste sulla rete su cui lavorano attualmente nel nostro parlamento nazionale…


25 Aprile 2009

Aprile 25, 2009

Ci sono cose che non si possono condividere…

…la memoria si ribella.


Aiuti all’Abruzzo o F35?

Aprile 14, 2009

Eccolo qui il JSF-F35, decisamente non un oggetto di pace ne tantomeno di difesa del” sacro suolo”.

Contro la decisione, che la commissione difesa di Camera e Senato dovrà prendere proprio in questi giorni,  si stanno schierando in molti come potete leggere quiqui ed anche alcuni consiglieri del Trentino stanno presentando una mozione al Consiglio regionale.

Personalmente credo che, anche senza essere pacifisti, in questo momento particolare tra terremoto in Abruzzo e crisi economica con milioni di licenziamenti paventati, sarebbe solo indice di razionalità il limitarsi a bloccare tale programma di riarmo ed investire le cifre già accantonate per la ricostruzione (per esempio delle scuole, subito) e programmi di sostegno all’occupazione (ricostruzione ed autonomia energetica per dirne una).

Sbilanciamoci invita a sottoscrivere un appello in tal senso, lo trovate qui.
Pensateci!

Aggiornamento:  ne parlano anche su Famiglia cristiana.


Informazione altra

Aprile 13, 2009

Esiste anche un modo diverso di fare informazione ed aiutare le genti d’Abruzzo  rimaste coinvolte nel sisma, un modo che non si limita a funzionare da cassa di risonanza per le edulcorate dichiarazioni governative secondo cui andrebbe “tutto bene” e  “si, ci metteremo poco ad uscire dall’emergenza” che rimbalzano sui media tradizionali…

L’informazione critica e quella che fanno dal posto le persone coinvolte dal sisma e che hanno la capacità di mettersi a disposizione per far sapere veramente cosa succede e di cosa si ha bisogno è altrettanto necessaria.

Ne cito solo alcuni esempi:

Qualche domanda, insomma, dobbiamo iniziare a farla anche alle istituzioni che pare non abbiano intenzione di modificare i programmi di spesa statali (ad esempio ora il programma di riarmo dell’aeronautica militare da 14 miliardi di Euro non mi pare imprescindibile!) e che danno l’impressione di puntare tutto sulle donazioni degli italiani.

E anche il minimizzare le responsabilità di chi ha costruito ignorando i regolamenti antisismici (i vari “guardiamo avanti”) o ha sottovalutato  l’allarme delle innumerevole scosse precedenti quella del 6 notte non mi pare corretto.
Ne mi pare un buon segnale da dare a chi si accinge a ricostruire, se proprio vogliamo dirla tutta.

Vogliamo parlarne?


Informazione…

Aprile 11, 2009

Confrontare i nostri TG (e meno male chè c’è internet) con quelli tedeschi (alla fine del video)

Non amo particolarmente striscia, ma pare che ultimamente la critica in Tv non vada granchè…
Ma di questa informazione abbiamo veramente bisogno?


Come fare il cemento…

Aprile 10, 2009

Vi invito a leggere questo articolo su Repubblica.it  di cui riporto solo uno stralcio:

Non è sempre così. Anzi, molto spesso non è così. Qualche nome. Qualche luogo. Nel 2003, dopo il terremoto che nell’anno precedente ha devastato Molise, diverse regioni e comuni italiani sottopongono a verifiche statiche gli edifici scolastici. In Molise, il cemento del liceo “Romita” di Campobasso non regge più di 46 chilogrammi per centimetro quadrato (è sei volte sotto la norma).
In Sicilia, a Collesano, nell’entroterra di Cefalù, i pilastri della scuola superiore non vanno oltre i 68 chilogrammi per centimetro quadrato.  L’asilo, i 12 chilogrammi per centimetro quadro.
Il cemento – ricorda oggi chi condusse l’ispezione – si bucava con la semplice pressione dell’indice.
Ciò che restava della sua anima di ferro era uno sfilaccio rugginoso e corroso.
Cosa aveva messo in quel cemento chi aveva giocato con le impastatrici e le vite degli altri?
E cosa hanno messo in questi anni nel cemento delle nostre case, delle nostre scuole, dei nostri uffici?
E quanto ci hanno guadagnato?

Paolo Clemente ( ingegnere della task force Enea-Protezione civile) risponde da ingegnere, con la rassegnazione di chi, purtroppo, sembra sveli un segreto di Pulcinella.
“Normalmente, i cattivi costruttori utilizzano sabbia di mare.  Costa niente, rispetto alla sabbia da cava.
Il problema è che, oltre alle molte impurità, è piena di cloruro di sodio. E quei cloruri, con il tempo, si mangiano il ferro.
I margini di guadagno sono alti. Diciamo che fatto 100 il costo della costruzione, chi gioca con la qualità del cemento arriva a guadagnare fino a 50, 60. Chi costruisce a regola d’arte è al 30″.

Allora, il vero problema di questo paese non sono (solo)  i costruttori che si vogliono arricchire oltre il lecito ma la mancanza di una cultura della sicurezza, la mancanza di controlli efficaci praticamente su tutto: dalla costruzione degli ospedali  agli appalti di manutenzione nelle scuole.
Nessuno è mai responsabile di nulla in questo paese, almeno da un certo livello in su, come già afferma candidamente il premier: 
c’è stato un terremoto, un evento straordinario ed imprevedibile. Non ci sono colpe, ed eventualmente ce ne fossero le stabilirà la magistratura
;
questo più o meno il senso delle sue affermazioni, relativamente allo stato dell’ospedale de L’Aquila.

Ma che razza di gente è quella che costruisce un asilo, accidenti un asilo, sapendo che al primo soffio di vento è esposto a cadere?
Questa gente gira tra noi, va al bar come noi e probabilmente si becca le stesse frodi alimentari che toccano a noi comuni mortali perché altra gente come loro ha deciso di speculare sulla vita, solo che ha deciso di farlo nel settore alimentare!  Il dio denaro sopra tutto.

Ed in tutto questo giova ricordare che tra i  tagli effettuati da questo governo ci sono stati quasi 500 milioni di euro in meno proprio per il monitoraggio sismico per le zone a rischio, la tutela del territorio, la lotta al dissesto idrogeologico ed il fondo sicurezza destinato all’edilizia scolastica (fonte: IlManifesto 10-4-09).

Consiglio anche la lettura del blog dei precari dell’INGV (che sta per Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), che lottano contro i tagli e della lettera del presidente dell’INGV, ing. Enzo Boschi di cui riporto solo un passo:

Ora, le norme contenute nell’emendamento all’art. 37 – bis del ddl n. 1441 – quater:


costringerebbe l’Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività,

attività che consistono proprio nel monitoraggio sismico e nella ricerca di settore.

Ma la responsabilità di tutto questo è anche nostra, perché accettiamo le gare al ribasso nella pubblica amministrazione (e da dove pensate si ottenga il ribasso?) e lo stesso facciamo, in piccolo,  per risparmiare negli eventuali  lavori di ristrutturazione delle nostre case.
I costi della sicurezza (dei lavoratori e degli edifici) non li vuole pagare nessuno, sono considerati un optional, almeno finché non si verifica un evento catastrofico e raro come l’attuale in cui tutti si stracciano le vesti e si chiedono perché le leggi (che ci sono) non vengono rispettate.

Ma insieme alle 290 vittime del sisma in questo paese stiamo seppellendo la cultura della sicurezza, le strutture di controllo dei lavori, la giustizia, la ricerca.

In una parola la civiltà.

Possiamo evitarlo?
Forse, ma ognuno di noi dovrebbe ricordarsi di questi morti (e di tanti altri) ogni volta che si accinge a stipulare un contratto, ad impattare con la pubblica amministrazione…
insomma, di essere persone civili, degli esseri sociali,  dobbiamo ricordarci noi per primi e poi pretendere lo stesso dagli altri.  Allora forse avremo ancora una speranza.


Le due facce del terremoto

Aprile 8, 2009

Non credo sia possibile comprendere quello che hanno provato durante il sisma e provino ora le genti colpite dal terremoto.  Ho vissuto l’evento da Rovere (32Km da L’Aquila) dove ero alloggiato in una casa di nuova costruzione.

terremoto_6-4-09La scossa precedente, poco prima delle 24 del 5 aprile, ci ha sorpresi sul divanetto guardando la tv, ma non essendo al corrente dei precedenti eventi sismici nella zona (a quanto pare non per mia distrazione), essendo al piano terra di un edificio in cemento armato (suppongo ben fatto)  ed avendo avuto la fortuna di un efficace  addestramento curato da mia zia nel suo periodo ad Avezzano (sono capitato da lei durante due o tre eventi sismici ed ho memorizzato bene la reazione) non mi sono preoccupato eccessivamente.

INGV.

Molto diverso l’impatto della scossa intorno alle 3.32… intanto eravamo a letto (più o meno vestiti ma eravamo crollati), la durata dell’evento ed il rombo cupo che l’ha accompagnato sono stati una sorpresa anche per me che ne avevo vissuti altri di terremoti abruzzesi; il mio “addestramento giovanile” (grazie Aurora!)  ci ha portati fuori casa, giusto il tempo di saltare dentro le scarpe.

A quel punto, passata la paura,  preparare i bagagli e pensare di rientrare a Roma è stata questione di pochi  minuti.

Poi un paio di telefonate in giro (anche a Roma si era sentito piuttosto forte) ci hanno sconsigliato di metterci in moto in piena notte senza conoscere lo stato delle strade di montagna. Siamo rimasti, con un occhio alla tv dove intanto passavano le prime notizie, vicini alla porta di casa aperta e pronti a scappare fuori.

Siamo rientrati a Roma nella tarda mattinata del 6, giusto in tempo per vivere l’emozione della nuova scossa delle 19.42, anche questa di lunga durata, che ha fatto lungamente oscillare il nostro settimo piano a Roma sud.

Niente a che vedere (seppure di poco inferiore come intensità) allo spaventoso evento della notte di Rovere.

Poi, con il passare delle ore ci si rende conto del dramma che incombe su L’Aquila e sui paesini intorno, con gli aiuti che seppur tempestivi sono pur sempre carenti (credo sia inevitabile), il dramma delle persone che hanno perso cose, case ed affetti; la corsa contro il tempo per estrarre eventuali sopravvissuti, il solito circo mediatico (perché non informare prima dei rischi, perché  non valutare le costruzioni critiche e sgombrarle…), i politici ed i loro solenni impegni di ricostruire tutto e presto.

Ora temo che, passata la Pasqua, spenti i riflettori dovremo essere noi comuni cittadini a stare vicini alle persone coinvolte nel disastro, in prima persona ed impedendo ai rappresentanti dello Stato (anche quello che farnetica di “L’Aquila 2″  e settimane di vacanza al mare a spese dello stato) di dimenticare l’intervento promesso.

La solidarietà ora è importante, ma credo che quella successiva quando le persone non avranno un lavoro su cui contare e la precarietà delle sistemazioni inizierà a pesare sulle famiglie sarà ben più importante.

Ora ci sono tante iniziative, non mi sento di segnalarne nessuna in particolare (1, 2, 3, 4 ),  spero solo che la solidarietà non termini con le festività pasquali.

Da leggere: pensierineccesso, crisis,