Ed ora tocca alle scuole superiori…

Novembre 24, 2008

Come promesso, la riforma delle superiori sta diventando realtà dietro le spalle di tutti noi.

Da alcuni giorni stanno circolando fantomatiche non ufficiali bozze relative ai vari percorsi superiori di cui vi riporto un paio di link per semplicità, visto che vi sono radunati tutti i documenti principali:

La cosa più ignobile è che allo stato attuale questi documenti non sono ufficiali (seppure temo siano parecchio veritieri) non essendo stati consegnati neanche ai sindacati.

Ho avuto modo di dare uno sguardo a quanto previsto per l’istruzione tecnica, dove si prevede l’accorpamento degli attuali percorsi di specializzazione apparentemente col fine prioritario di ridurre il personale accorpando le classi di concorso (creando un grande terremoto nelle cattedre) e tagliando di netto quattro ore (rigorosamente sulle materie di specializzazione, geniali no?) portando a 32 le attuali 36 ore settimanali degli ITIS.

Rispetto a quanto anticipato nel post di settembre c’è però una novità: confindustria ha deciso di mettere le mani sui tecnici.  Circola, anche questo semiclandestino, un documento di confindustria in cui si prospetta la liquidazione pressoché totale dell’istruzione tecnica come la conosciamo attualmente e si propone una scuola tecnica di supporto ai vari settori industriali, però pagata dalla collettività.

Tra i punti salienti della proposta confindustriale troviamo:

  • istituzione del consiglio di amministrazione,
    (in cui vi sia una presenza significativa di soggetti esterni alla scuola, espressione del mondo della produzione e/o dei servizi)
  • il consiglio (con prevalenza di esterni) governa la scuola
  • scelta del personale docente e tecnico, preferibilmente tra esperti dei vari settori industriali (via le pastoie burocratiche delle graduatorie, delle classi di concorso.. chiamata libera, chi già lavora in industria saprà pure insegnare, che diamine!)
  • comitato tecnico-scientifico con forte prevalenza di esperti esterni al mondo scolastico.

Insomma tante belle chicche con cui si trasformeranno gli istituti tecnici in scuole di formazione-lavoro pagate dalla collettività ma a vantaggio delle industrie.

Ora tutto ciò potrebbe anche andarmi bene ma guardiamoci intorno: un modello industria-centrico funziona solo dove esiste sul territorio un tessuto industriale degno di questo nome, ossia prevalentemente nel nord.
Se guardiamo anche solo alla realtà romana, per esempio, dove esiste solo un piccolo polo industriale sulla tiburtina (Tiburtina Valley,  quasi tutto impegnato nel settore militare e non gode neanche di buona salute) ci si rende immediatamente conto dell’inutilità di una riforma del genere.

E poi che flessibilità (brutta parola, ma qui la uso nel senso positivo di elasticità mentale, capacità di riciclarsi/rinnovarsi professionalmente) avrebbe un tecnico uscito da una scuola siffatta?
Pronto per l’azienda che ha teleguidato i suoi studi probabilmente, ma fuori mercato altrove. Pensiamoci.

Tornando agli orari ho fatto due conti che metto a disposizione in una semplice comparazione_quadri_orario_riforma da cui si evince che:

  • il taglio è tutto sulle ore di materie professionalizzanti (dal 12% del terzo anno al 24% del quinto)
  • le attività di laboratorio vengono decurtate del 40% delle ore attualmente in programma
  • le classi di concorso verranno accorpate per aree, spesso non sovrapponibili.

Per concludere, mi sembra evidente che si depotenzia la formazione tecnica, la si delega agli interessi della grande industria (quando servirebbero “tecnici diffusi”, pensate solo allo sviluppo del fotovoltaico), si demotiva una classe docente che ha tenuto in piedi la formazione tecnica auto-aggiornandosi continuamente, si creeranno forti esuberi soprattutto nel settore dei laboratori (si, proprio quelli che vi raccontano di volere potenziare!)… insomma, un bel lavoro se la direzione è quella di fare dell’Italia il paesa “pizza & mandolino”, ospitalità e turismo (senza offesa si intende) e tutto il resto lo importiamo.

Complimenti.


E’ nato…

Novembre 21, 2008

…un fine pedagogista!

Il mondo della scuola ringrazia ed esulta.

:-(


Fannulloni al Ministero Pubblica Amministrazione e Innovazione?!?

Novembre 20, 2008

Si, proprio dove è ministro il tizio che ha lanciato la campagna contro fannullonia.

Ebbene, l’associazione per il software libero chiede da questa estate di leggere i protocolli d’intesa sottoscritti tra il ministero e la M$, come leggiamo sul loro sito:

L’Associazione per il Software Libero cerca da 3 mesi di prendere visione dei protocolli d’intesa sottoscritti dal Ministro Brunetta con Microsoft senza successo.
Forse dei fannulloni si annidano nel Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ?
Pubblichiamo la lettera aperta indirizzata al Ministro con la quale richiamiamo la sua attenzione riguardo i vantaggi del software libero.

Ma niente, sebbene tali documenti dovrebbero essere di pubblico dominio non si riesce ad ottenere risposta. E si che quell’altro, il 3Monti, sta facendo un’altra battaglia… ma sì, quella contro gli sprechi.

Ebbene, ci chiediamo perchè mentre si tagliano 132.000 persone nella sola scuola si spendono milioni di euro (pare 274 nel solo 2003) per licenze di software proprietario che potrebbe essere tranquillamente sostituito, a costo zero (0€), da software libero di analogo funzionamento?

Ovviamente non ci attendiamo una risposta…

:-(


Ubuntu 8.10 Plus!

Novembre 15, 2008

ubuntu_810-plus1Da un po’ di tempo seguo il lavoro degli ottimi colleghi del Majorana di Gela in ambito Floss e mi ero riproposto più volte di parlare di loro.

Dopo aver provato la loro distro personalizzata del nuovissimo Ubuntu-Plus non posso più esimermi dal consigliare una visita al loro sito, ovviamente con una indicazione particolare per la sezione che si occupa di Linux.

Per chi desidera imparare l’uso e la personalizzazione del nostro sistema operativo preferito è a disposizione anche un’ottima sezione con guide visuali e manuali, tutta documentazione preziosa e sicuramente ben fatta.

Che dire… complimenti colleghi!


Le regole della politica?!?

Novembre 12, 2008

Speravo veramente di aver letto male ma…

L’opposizione aveva presentato un emendamento per chiedere il ripristino di 134milioni per le scuole paritarie.
Richiesta analoga era stata formulata da alcuni deputati della maggioranza. Alla fine valgono le regole della politica e l’emendamento dell’opposizione viene respinto.

purtroppo è proprio così, Pd e Pdl presentano due emendamenti per evitare il taglio alle paritarie ed alla fine, visto che il relatore di maggioranza giustamente sbeffeggiava affermando che i due partiti hanno la stessa visione sulla scuola privata, i due emendamenti sono stati bocciati.

La cronaca su tecnica della scuola.

Sono basito…. :-(



Informazione di servizio

Novembre 7, 2008

Delle estemporanee affermazioni del npremier relative al “tizio abbronzato” appena eletto negli Usa si stanno occupando tutti i media, cartacei e televisivi.

mauro_biani_berlu-obam

“Durissime”, come le definiscono al tg stasera, le reazioni dell’opposizione alle battute su Obama, molto meno dure quelle che abbiamo sentito levarsi dalle opposizioni parlamentari relativamente al taglio di 132000 posti nell’istruzione previste nella L.133/2008 approvata lo scorso 6 agosto.

L’impressione che ne stiamo ricavando è che, ad arte, si stia sviando l’attenzione dei media (e della gente) dall’opposizione reale che ancora scende in piazza per difendere scuole ed università pubbliche, trascinandola in sterili polemiche più o meno spettacolari.

Bisogna ammettere che gli esperti mediatici del nostro primo ministro sanno decisamente fare il proprio lavoro.
Ormai sta a noi, in scuole ed università, disvelare questi trucchetti mediatici.


Il Mostro Unico

Novembre 3, 2008

Da StefanoBenni.it

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.

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