Urgente: stop Acea!

febbraio 9, 2010


Riforma della scuola: epocale!

febbraio 8, 2010

Di  epocale in questa riforma c’è una sola cosa: i tagli al personale, alle ore, ai laboratori.

Pare che ormai in Italia sia possibile cambiare il significato delle parole per cui ad aumento delle ore per i ragazzi corrisponde una diminuzione delle ore di lezione, ad un potenziamento della didattica dei laboratori corrispondono effettivamente meno ore di laboratorio per tutti. :-(

Segnalo l’attenta analisi della riforma su “le loro parole e le nostre” di Marina Boscaino e Marco Guastavigna (via Spicchi di Limone) e le analisi più orientate alla riforma dei tecnici che potete seguire su piuscuola.net (c’è anche una analisi comparativa dei nuovi piani di studio confrontati con gli attuali per ITI di elettronica e telecomunicazioni).

Che altro dire che non si sia già tentato di far sapere oltre l’ostentata campagna pubblicitaria del governo?
Forse che anche i sindacati ora (non è un po’ tardi) iniziano ad essere seriamente preoccupati degli ulteriori tagli al personale e, paradossalmente, dei diritti degli studenti dei tecnici (delle seconde, terze e quarte) che si troveranno ad avere tagliate 4 ore dai piani di studio pre-riforma pur non essendone direttamente toccati (cioè continuando con i percorsi e le discipline preesistenti)… e le 4 ore (indovinate?) saranno tutte di materie professionalizzanti!

Se ne è accorta anche la CislScuola (che non ha mai fatto troppa opposizione alla riforma) che,  invece di essere preoccupata dei tagli al personale, mette in evidenza l’inaccettabilità dei tagli tremontiani alle classi successive negli istituti tecnici e la lesione del diritto di fruire dei corsi per cui ci si è iscritti:

Al dato positivo di un avvio limitato alle sole classi prime e che vede coinvolte contestualmente tutte le filiere del sistema, si contrappone l’inaccettabile scardinamento dei quadri orario nelle classi successive, che costringerà a non poche forzature per ridisegnare i percorsi in atto, senza alcun rispetto per le scelte a suo tempo effettuate dagli studenti e dalle famiglie.

e cosa fa il Segretario generale di detto sindacato?

Si appella ai ministri moderati!!!

Un solo consiglio a chi si interessa di scuola, per motivi contingenti (ci manda i figli): non fermatevi alle pubblicità progresso del governo, informatevi usando anche  altri canali…

ed un invito : non lasciateci soli a combattere questa battaglia contro la liquidazione della scuola pubblica.


Dieci anni dopo…

gennaio 30, 2010

..  Sade è tornata!

:-D

Il nuovo album disponibile dal 5 febbraio!


Buona domenica

gennaio 24, 2010

A scelta…

o così

oppure l’originale


Un buon inizio

gennaio 1, 2010

Apriamo l’anno con una buona notizia: la regione Abruzzo ha dichiarato l’acqua un servizio privo di rilevanza economica.  :-)

E con questo evita la privatizzazione della gestione degli acquedotti; in sostanza l’acqua abruzzese resta pubblica.
La notizia buona è che la scelta è stata fatta, dopo quella della Puglia, da una regione a guida centrodestra.
Ora resta da vedere se saranno disposti anche ad opporsi al decreto nazionale di “privatizzazione”  facendo  ricorso alla Corte Costituzionale.

Leggi la notizia su  Peacelink, blogeko.
E fai un salto sul sito del movimento per l’acqua bene comune.


E allora buon anno…

dicembre 31, 2009

I progetti!!!

E’ per questo che non iniziamo mai i cambiamenti!

;-)

Un pensiero ed un augurio ai lavoratori ISPRA di Casalotti:  dalla prevenzione e dalla ricerca ambientale partirà il cambiamento del 2010?


Cattivi a Natale, buoni tutto l’anno

dicembre 22, 2009

albero_palla

Come forse saprete  non credo da tempo  alla crescita come soluzione di tutti i problemi, non sono convinto che la felicità e la convivenza si possano misurare con il PIL.
Anche quest’anno quindi, nonostante le forti pressioni a spendere, mi asterrò dalla corsa al regalo a tutti i costi.

Ciò non toglie che in queste festività il pensiero vada agli amici, alle persone vicine,  senza dimenticare però quelli meno fortunati di noi.

Per questo, da alcuni anni a questa parte, mi  piace citare le parole di don Tonino Bello da cui ho ripreso il titolo del post:

E’ ora di dire basta – scriveva don Tonino Bello – alla strizzatina di buoni sentimenti che vien fuori dalla torchiatura del nostro cuore”.
Un invito ad uscire dall’autogratificazione delle elemosine natalizie e dal sonnolento tepore delle nostre vite tranquille ed indifferenti, per cambiare gli stili di vita consolidati ed impegnarci a non “fabbricare nuovi poveri
“.
Matteo Della Torre (Coordinatore della Casa per la nonviolenza)

Fonte: Il grido dei poveri, mensile di riflessione nonviolenta 30 novembre 2004

Non aspettatevi quindi costosi regali, avrete dei doni invece… in maniera indiretta, che aiuteranno chi ha più bisogno:

E se per caso voleste farmi un pensiero… fate la stessa cosa: donate!


Riordino degli Istituti Tecnici

novembre 5, 2009

Dopo il parere, positivo per gli istituti tecnici ( senza l’opposizione delle regioni governate dal centro-sinistra),  della conferenza Stato-Regioni è di estremo interesse seguire l’iter in commissione VII (Cultura, scienza e istruzione) dove dibattono del futuro dell’istruzione tecnica.
Pregasi notare i tempi con cui viene praticamente archiviata  la riforma dell’istruzione tecnica.

lavori della commissione sul nuovo sito della Camera dei Deputati.

Rispetto al già conosciuto si rileva:

  1. l’avvio della riforma “solo” in prima e seconda classe dall’a.s. 2010-11
  2. l’improvvisa “riduzione” a 32 ore per terze e quarte classi (?!?)

questo il passaggio “incriminato”:

Per il perseguimento degli obiettivi indicati, lo schema presenta una serie di novità che si applicheranno agli istituti tecnici, a partire dalle prime e seconde classi funzionanti nell’anno scolastico 2010/11.
Nello stesso anno scolastico, ai sensi dell’articolo 1 le terze e le quarte classi proseguiranno secondo i piani di studi previgenti, sino alla conclusione del quinquennio, con un orario, però, di 32 ore settimanali.

Questo passaggio forzoso a 32 ore secondo i piani di studio previgenti resta alquanto misterioso (seppure foriero di ulteriori tagli di cattedre): quali materie si accorceranno improvvisamente?!?
Lascio a voi spulciare il resto…

:-(

p.s. altri atti sono visionabili sempre dal sito (vecchio)  della  camera,  la tabella dei tagli per insegnanti laureati e diplomati di tecnici, scientifici e professionali  è invece comparsa sul sito della FLC.

Diffondete!


Scuola e laicità

novembre 5, 2009

Dopo i commenti dei politici, in stretto politichese (quindi di parte e sinceramente parecchio deludenti da ambo le parti), finalmente l’articolo dell’ottimo   Rodotà riporta al centro la democrazia, intesa come rispetto dei diritti che appartengono a tutti e non sono solo espressione della maggioranza.

Riporto l’articolo per intero.

da Repubblica: La battaglia su un simbolo
04-11-2009

Ancora una volta una sentenza prevedibile, ben argomentata giuridicamente, non suscita le riflessioni che meritano le difficili questioni affrontate, ma induce a proteste sopra le righe, annunci di barricate, ambigue sottovalutazioni.Dovremmo ricordare che le precedenti decisioni italiane, che avevano ritenuto legittima la presenza del crocifisso nelle aule, erano state assai criticate per la debolezza del ragionamento giuridico, per il ricorso ad argomenti che nulla avevano a che fare con la legittimità costituzionale. E, considerando il fatto che la nostra Corte costituzionale aveva ritenuto inammissibile per ragioni formali un ricorso in materia, s´era parlato addirittura di una “fuga della Corte”, nelle cui sentenze si potevano ritrovare molte indicazioni nel senso della illegittimità della esposizione del crocifisso.
Nella decisione della Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo, che ha ritenuto quella esposizione in contrasto con quanto disposto dalla Convenzione europea dei diritti dell´uomo, non v´è traccia alcuna di sottovalutazione della rilevanza della religione, della quale, al contrario, si mette in evidenza l´importanza addirittura determinante per quanto riguarda il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni e la libertà religiosa degli alunni. La sentenza, infatti, sottolinea come la scuola sia un luogo dove convivono presenze diverse, caratterizzate da molteplici credenze religiose o dal non professare alcuna religione. Si tratta, allora, di evitare che la presenza di un “segno esteriore forte” della religione cattolica, quale certamente è il crocifisso, “possa essere perturbante dal punto di vista emozionale per gli studenti di altre religioni o che non ne professano alcuna”.
Inoltre, il rispetto delle convinzioni religiose di alcuni genitori non può prescindere dalle convinzioni degli altri genitori. È in questo crocevia che si colloca la decisione dei giudici di Strasburgo che, in ossequio al loro mandato, devono garantire equilibri difficili, evitare ingiustificate prevaricazioni, assicurare la tutela d´ogni diritto.
Non si può ricorrere, infatti, all´argomento maggioritario, come incautamente aveva fatto il Tar del Veneto, che per primo aveva respinto la richiesta di togliere il crocifisso dalle aule, ricorrendo ai risultati di un sondaggio che sottolineava come la grande maggioranza degli interpellati fosse a favore del mantenimento di quel simbolo.
Un grande teorico del diritto, Ronald Dworkin, ha ricordato che «l´istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, dev´essere ancor più sincera». La garanzia del diritto, fosse pure quella di uno solo, è sempre un essenziale punto di riferimento per misurare proprio la tenuta di uno Stato costituzionale.
Guai a considerare la sentenza di ieri come un documento che apre un insanabile conflitto, che nega l´identità europea, che è “sintomo di una dittatura del relativismo”, addirittura “un colpo mortale all´Europa dei valori e dei diritti”. Soprattutto da chi ha responsabilità di governo sarebbe lecito attendersi un linguaggio più sorvegliato. Non vorrei che, abbandonandosi a queste invettive e parlando di una “corte europea ideologizzata”, si volesse trasferire in Europa lo stereotipo devastante dei giudici “rossi”, che tanti guai sta procurando al nostro paese. Allo stesso modo sarebbe sbagliato se il fronte “laicista” cavalcasse il pronunciamento per rilanciare una battaglia anti-cristiana.
Mantenendo lucidità di giudizio, si dovrebbe piuttosto concludere che la sentenza della Corte europea vuole sottrarre il crocifisso a ogni contesa. In questo è la sua superiore laicità. Viviamo tempi in cui la difesa della libertà religiosa non può essere disgiunta dal rispetto del pluralismo, da una riflessione più profonda sulla convivenza tra diversi. L´ossessione identitaria, manifestata anche in questa occasione e che percorre pericolosamente i territori dell´Unione europea, era lontanissima dai pensieri e dalla consapevolezza che ispirarono i padri fondatori dell´Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, che proprio quando si scrisse la Convenzione sui diritti dell´uomo nel 1950, quella sulla quale è fondata la sentenza di ieri, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a “radici cristiane”, che avrebbero introdotto un elemento di divisione nel momento in cui si voleva unificare l´Europa, anche intorno all´eguale diritto di tutti e di ciascuno. Dobbiamo rimpiangere quella lungimiranza?
Questa sentenza ci porta verso un´Europa più ricca, verso un´Italia in cui si rafforzano le condizioni della convivenza tra diversi, dove acquista pienezza quel diritto all´educazione dei genitori che i cattolici rivendicano, ma che deve valere per tutti. Libera anche il mondo cattolico da argomentazioni strumentali che, pur di salvare quella presenza sui muri delle scuole, riducevano il simbolo drammatico della morte di Cristo a una icona culturale, ad una mediocre concessione compromissoria ai partiti d´ispirazione cristiana (così è scritto nella memoria presentata a Strasburgo della nostra Avvocatura dello Stato). L´Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta.


Piera…

ottobre 30, 2009

La sua storia, vera.

Una lezione di storia, come potrebbe essere tenuta nelle nostre aule tra qualche anno,  secondo Mauro Biani

by Mauro Biani

Mauro Biani - Carlo Gubitosa

:-(